AGRICOLTURA BIOLOGICA – 6 a cura Istituto Biologico Italiano

AGRICOLTURA BIOLOGICA – 6
a cura Istituto Biologico Italiano
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Spese sanitarie e prodotti biologici
Una conferma diretta della salubrità dei prodotti biologici proviene anche dall’esperienza attuata dal Comune di Padova in alcune scuole materne (anno scol. 93/94 e successivi). In tali scuole fu introdotta una dieta mediterranea con prodotti biologici.
I genitori e gli insegnanti dei bambini hanno verificato che uno degli effetti del cambio dell’alimentazione fu la diminuzione delle malattie nei bambini.Tale constatazione è interessante, ma è limitata e potrebbe solo suggerire un’ipotesi di lavoro per una ricerca più estesa per avere un significato più consistente e generalizzato.
Una ricerca vera e propria fu effettuata dal prof. Negre di Marsiglia, nel distretto del Rodano, Francia. La ricerca mirava a correlare le spese sanitarie di un certo numero di famiglie al tipo di alimentazione biologica o convenzionale.
Ebbene, i dati indicarono che le famiglie che usavano alimenti biologici avevano sostenuto spese sanitarie addirittura dieci volte inferiori a quelle che si nutrivano con alimenti convenzionali (convegno Nutrirsi oggi, Milano, Palazzo Affari, 18/3/1998, dati forniti dal presidente Ifoam Hervé La Prairie).

Il prezzo dei prodotti biologici
Prodotti non inquinati, di alta qualità, di alto valore nutrizionale, di gusto migliore costano inevitabilmente di più.
Quando migliora la qualità, aumentano i costi. Pensiamo al vino: se ne può acquistare un litro a poche migliaia di lire, così come si può acquistare del buon Cabernet d.o.c. o addirittura dello Champagne.

I prezzi dei prodotti biologici sono dunque maggiori perché il metodo prevede più manodopera e quantità prodotte inferiori. Poi ci sono i costi di controllo e certificazione. Inoltre trattandosi di un mercato ancora ristretto
(pochi punti vendita specializzati, dispersi in aree vaste) i costi di trasporto e di distribuzione incidono di più.
Infine quando acquistiamo un prodotto bio paghiamo tutto quello che c’è da pagare. Nulla resta in sospeso: né i costi per disinquinare l’ambiente, ne le spese farmaceutiche aggiuntive, per aver consumato alimenti poveri di nutrienti e inquinati (sia pur entro i limiti di legge).
L’alimentazione è importante per l’uomo. E la base della vita. Nella società industriale i prezzi dei generi alimentari sono bassi a causa della diminuzione della qualità e per il trasferimento alla società di alcuni costi. Per riequilibrare la situazione occorre riportare la qualità nutriente del cibo almeno al livello di quello delle generazioni che ci hanno preceduto: acquistare di più alimenti di qualità, riconoscendo il giusto guadagno a chi li produce.
Per queste operazioni sarà necessario dislocare maggiori risorse all’acquisto del cibo, sottraendole ad altri settori meno necessari.

Chi acquista nei negozi del biologico soltanto gli alimenti di base: cereali, legumi, ortaggi, frutta e condimenti, spende poco. 
Certo tutta una serie di leccornie, non necessarie, fa lievitare di molto la spesa finale, ma per nutrirsi in modo completo la spesa non è elevata. 
Quindi il biologico non è per ricchi, ma per chi ha maggiore consapevolezza della salute.

L’aspetto deII’ortofrutta biologica
Ortaggi e frutta biologici sono di bell’aspetto, esenti da difetti che ne vieterebbero la commercializzazione, anche se le dimensioni sono quelle dei prodotti convenzionali medi; non ci sono cioè campioni di grandezza, ricercati dall’agricoltura chimica.
I prodotti ortofrutticoli biologici sono più profumati e più gustosi. E vero però che non vengono lucidati per migliorare l’aspetto naturale. 
Non è vero che siano imperfetti, ammaccati o che contengano vermi. Se così fosse secondo le leggi italiane non potrebbero essere venduti al pubblico!

Produttività del sistema biologico
La produzione biologica non è scarsa! L’agricoltura biologica non è intensiva e pertanto la resa del prodotto per ettaro è inferiore a quella dell’agricoltura convenzionale chimica. Ma inferiore significa il 10-20% in meno, quando va male. 
Se però si valuta che i prodotti biologici contengono meno acqua di quelli convenzionali, la diminuzione precedente viene ridimensionata
Del resto produrre di più, ma di qualità scadente, non è un buon risultato. 
Se tutta l’agricoltura si convertisse al biologico non rischieremmo certo la fame!

L’orto di casa e il biologico
Anche se conducessimo un orto senza l’uso della chimica di sintesi e con tutti gli accorgimenti della saggezza agricola biologica, non potremmo definire biologici i suoi prodotti, perché mancherebbero il controllo, la certificazione e l’inserimento negli elenchi regionali dell’agricoltura biologica. Questo punto è fondamentale: ciò che contraddistingue un prodotto biologico è il controllo e la certificazione che accompagna l’azienda produttrice; gli ortaggi puliti dell’orto di casa vanno bene per la nostra famiglia, ma non possono essere venduti come biologici, perché appunto manca il controllo.

Biologico non vuoi dire integrale
I consumatori spesso ritengono che biologico significhi alimenti integrali. Ciò non è vero. Esistono sì i prodotti biologici integrali, ma anche gli equivalenti prodotti raffinati. Accanto alla pasta integrale c’è la pasta bianca; oltre allo zucchero scuro, c’è lo zucchero 
raffinato. Biologico non significa integrale, anche se nei negozi biologici si trovano molti prodotti integrali.

Biologico non significa macrobiotico
La parola biologico indica un metodo di produzione agricola, non ha a che fare con le diete. La macrobiotica è un tipo di scelta degli alimenti che si esprime in una dieta. Si tratta dunque di due cose diverse. Con i prodotti biologici si può fare la dieta che si vuole, sia quella mediterranea, che quella nord-europea, sia la dieta a base di prodotti animali che la dieta vegetariana. 
E anche quella macrobiotica, naturalmente.

Che fare per l’ambiente
Spesso i cittadini più sensibili ai problemi dell’ambiente cercano, individualmente e socialmente, soluzioni appropriate:
usano meno l’automobile, fanno la raccolta differenziata dei rifiuti, evitano detersivi inquinanti ecc. 
Tali soluzioni sono importantissime, piccole dal punto di vista pratico, grandi dal punto di vista dell’aumento della consapevolezza. 
A volte ingenerano un senso di frustrazione per l’enormità dei problemi ai quali si cerca di far fronte con le proprie scelte saltuarie.
C’è un modo quotidiano, concreto ed efficace per salvaguardare l’ambiente: consumare ogni giorno prodotti biologici. 
Se ciò avviene il mercato biologico aumenta e sempre più agricoltori saranno invogliati a passare all’agricoltura biologica. 
È una “legge” del mercato, se la domanda cresce e la remunerazione è buona, più persone passano a col
tivare con metodo biologico 
e ciò significa un immediato beneficio per l’ambiente; significa migliaia di metri quadrati liberati dall’inquinamento; tante piccole oasi biologiche che combatteranno l’inquinamento del resto delle aziende.

Mense scolastiche biologiche
Il rapporto fra agricoltura biologica e società negli ultimi anni si è fatto più stretto per le scelte di molte amministrazioni pubbliche di introdurre alimenti biologici nelle mense scolastiche.
Finora l’inserimento riguarda circa un centinaio di comuni italiani e fra di essi un quarto sono comuni capoluoghi di provincia. 
E evidente che chi ha a cuore la salute della popolazione si è posto la domanda, se un’alimentazione con prodotti biologici comporti dei vantaggi, soprattutto per i più piccoli. 
La risposta di molti assessori di comunali è stata affermativa (1998), per cui vengono forniti alcune decine di migliaia di pasti biologici giornalieri in asili nido, scuole materne, elementari e medie. Certamente i numeri sono ancora piccoli, ma è significativo che un centinaio di amministrazioni pubbliche abbiano operato tale scelta, perché costituisce un’ulteriore attestazione di quanto abbiamo detto fino a questo punto, sul valore nutrizionale degli alimenti biologici. Hanno scelto questo orientamento città piuttosto grosse come Torino, Bologna, Padova, Trento, Bari.
Vogliamo sottolineare il pragmatismo con cui gli amministratori hanno operato queste scelte: il buon senso rende evidente a tutti che i prodotti biologici sono di qualità superiore, adatti dunque a fasce di popolazione più debole come i bambini.

Biologico ed equosolidale
Come si dovrebbe ormai aver capito, l’agricoltura biologica è un tentativo per ritornare ad avere prodotti puliti, gustosi e nutrienti, quindi più adatti all’alimentazione umana. Questo tentativo è stato fatto per rimediare ai guasti dell’agricoltura chimica sulla salute e sull’ambiente. E importante notare però che non tutto il mondo è stato inquinato dall’agricoltura chimica. 
Vaste zone del sud del mondo sono risparmiate dall’inquinamento semplicemente perché gli agricoltori del sud non hanno le risorse finanziarie per applicare le tecniche dell’agricoltura chimica. Invece altre zone del sud sono state devastate peggio di quelle del nord del mondo, nei casi in cui siano state scelte dalle multinazionali alimentari per produrre per il nord. In definitiva vi sono sistemi agricoli tradizionali del sud del mondo che sono assai vicini ai principi dell’agricoltura biologica e che facilmente possono passare all’agricoltura bio; spesso però ciò non avviene per la fragilità finanziaria e organizzativa delle strutture produttive del sud del mondo. 
Però da molti anni è nato, su tutt’altro versante, un movimento economico e produttivo che ha cercato di introdurre principi di equità negli scambi fra nord e sud. Ha stimolato net contempo il coordinamento dei piccoli produttori del sud; ha creato strutture d’importazione di prodotti, estranee alle grandi organizzazioni mondiali dell’alimentare, spesso governate soltanto dal principio di rapina. 
Stiamo parlando del cosiddetto circuito equo e solidale. La maturazione di molteplici esperienze di questo tipo hanno portato alla creazione di marchi internazionali di garanzia. Tali marchi, pur non rispondendo a leggi europee, si sono guadagnati rispetto e riconoscimento a livello internazionale e ormai hanno creato una rete che conta, almeno in Italia, su centinaia di punti vendita distribuiti 
in tutto il territorio nazionale.
L’incontro fra biologico e equosolidale era dunque inevitabile ed è ciò che è avvenuto negli ultimi anni in cui sono cominciati a comparire sul mercato prodotti alimentari col doppio marchio di prodotti biologici e equosolidali.
Di ciò non ci si può stupire: il rispetto della natura da parte dei biologici è contiguo al rispetto dei diritti dei contadini di tutto il mondo; così come le esigenze di equità nei commerci, proprie del mercato equosolidale sono assai vicine al rispetto per la natura e per il cibo di cui ci nutriamo.
Una parola unisce i due mondi: il rispetto, prima di tutto di noi stessi che vogliamo cibo pulito e rapporti puliti con tutti e con tutto.

AGRICOLTURA BIOLOGICA – 6 a cura Istituto Biologico Italianoultima modifica: 2010-04-13T00:48:42+02:00da bio-genny
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